Il bonus 500 euro per la formazione spetta ai precari? La risposta è: SI

La vicenda che riguarda il diritto dei docenti precari a beneficiare della c.d. “Carta del docente” è ormai approdata nelle aule dei Tribunali da un po’ di tempo e l’orientamento maggioritario è favorevole!

“Il bonus 500 euro o Carta docenti, introdotto dalla cosiddetta “Buona Scuola” (art. 1 comma 121), consiste sostanzialmente in un buono del valore di 500 euro destinato all’acquisto di beni e servizi formativi, finalizzati allo sviluppo delle competenze professionali; è erogato dal MIM a favore non solo degli insegnanti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, ma anche dei docenti in periodo di formazione e prova (nota M.I.U.R. di cui al prot. 15219 del 15 ottobre 2015), dei docenti dichiarati inidonei per motivi di salute, dei docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati ed anche degli insegnanti nelle scuole all’estero e delle scuole militari (D.P.C.M. del 28.11.2016).

L’ingiustificata esclusione, in pratica, dei soli docenti non di ruolo è stata evidenziata dal Consiglio di Stato (Sezione Settima, Sentenza n. 18042 del 16 marzo 2022) che ha rimarcato come la chiara finalità di tale benefit, ovvero far conseguire ai docenti un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, prescinda dalla durata e dalla natura del contratto di lavoro.

È apparso quindi chiaro che l’Amministrazione ha fatto discriminazione tra i docenti a tempo determinato e i docenti di ruolo senza alcuna valida ragione: “entrambe le figure professionali, docenti di ruolo e docenti precari”, afferma il Collegio, “sono soggette agli obblighi formativi e, pertanto, non si comprende perché solo i docenti di ruolo debbano essere sostenuti dalla parte datoriale nell’esborso economico per le spese di aggiornamento e studio.

Nel mese di maggio 2022, sollecitata a luglio 2021 dal Tribunale di Vercelli, è poi giunta l’attesa pronuncia della Corte di Giustizia Europea (VI Sezione, Ordinanza del 18 maggio 2022 – causa C-450/21), che ha confermato i dubbi del Giudice italiano affermando che l’esclusione degli insegnanti precari dal “bonus docenti” contrasta con il diritto europeo (“… osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero dell’Istruzione, e non anche al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell’importo di € 500 all’anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti”).

Da quel momento, confortati dalle due autorevoli decisioni, i pronunciamenti dei Tribunali del Lavoro si sono susseguiti, trovando sostegno giuridico proprio sul principio espresso dal Consiglio di Stato ed hanno quindi affermato il diritto del docente precario al riconoscimento della “Carta del Docente” in base ad una lettura normativa finalmente costituzionalmente corretta (e senza alcuna necessità di un ulteriore pronunciamento della Corte costituzionale).

Per aderire al ricorso e recuperare fino a 3.000,00€, invia i moduli di pre-adesione compilati alla mail avv.berloco.grazia@gmail.com, verrai ricontattato quanto prima.

Il costo della prestazione è determinato da condizioni di particolare favore in ragione della serialità dei ricorsi stessi, pertanto: unico costo iniziale – solo se dovuto – è il costo del contributo unificato (€ 50,00).

In caso di accoglimento del ricorso, anche parziale, con condanna alle spese della controparte, all’Avvocato saranno corrisposte le somme liquidate dal Giudice in favore del ricorrente e/o del procuratore antistatario a titolo di spese legali (spese diritti ed onorari), che spetteranno al legale e nulla sarà dovuto dal Cliente all’Avvocato;
in caso di accoglimento del ricorso in via definitiva con compensazione tra le parti delle spese del giudizio il Cliente corrisponderà all’Avvocato un compenso determinato secondo i parametri professionali di cui al DM n. 55/2014, il cui importo massimo sarà pari al 20% della somma riconosciuta o del controvalore della
Carta docenti.

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