ECCO COSA FARE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO PER L’ILLEGITTIMA REITERAZIONE DEI CONTRATTI
La battaglia contro la illegittima reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi rappresenta una battaglia storica dello Studio Legale Berloco, avviata già nel 2014, quando la questione era ancora ampiamente sottovalutata. https://www.studiolegaleberloco.it/recentissima-sentenza-del-tribunale-di-chieti-40-mesi-di-stipendio-lordo-a-2-precari-con-oltre-36-mesi-di-servizio-a-tempo-determinato/
Abbiamo denunciato con fermezza le distorsioni e le violazioni derivanti dall’uso reiterato e improprio dei contratti nella PA, ponendo le basi di un orientamento giuridico che oggi si rivela più attuale che mai.
Oggi quella stessa battaglia viene riproposta con rinnovata determinazione, forte dell’esperienza maturata e della coerenza di un impegno che non è mai venuto meno. Oggi, come in passato, la violazione del divieto di abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego non comporta la stabilizzazione automatica, ma il diritto a un indennizzo economico.
A seguito del D.L. n. 131 del 2024 (c.d. “Decreto Salva Infrazioni”), la misura del risarcimento è stata significativamente rafforzata. L’art. 12 di tale decreto ha modificato l’art. 36 del D.Lgs. 165/2001, prevedendo che il giudice stabilisca un’indennità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.
L’importo esatto viene determinato dal giudice tenendo conto di vari fattori, tra cui :
•La gravità della violazione;
•Il numero dei contratti stipulati in successione;
•La durata complessiva del rapporto precario.
A chi è rivolto il ricorso?
Il ricorso per l’illegittima reiterazione dei contratti a termine è rivolto ai docenti della scuola statale che hanno alle spalle diversi anni di servizio precario. In particolare possono aderire:
- Docenti precari di ogni ordine e grado – insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria o secondaria (di primo e secondo grado), su posto comune o di sostegno di qualsiasi classe di concorso (comprese materie curriculari, sostegno e religione cattolica), che abbiano accumulato oltre 36 mesi di servizio a tempo determinato presso scuole statali (alle dipendenze del MIM).
- Docenti attualmente di ruolo – insegnanti che oggi hanno un contratto a tempo indeterminato, ma che prima dell’immissione in ruolo hanno maturato un lungo periodo di precariato nella scuola pubblica attraverso contratti a termine ripetuti (anche in questo caso, almeno 3 anni di servizio a tempo determinato complessivi).
Quali sono i requisiti per aderire al ricorso?
Per partecipare al ricorso è necessario soddisfare alcuni requisiti tecnici-giuridici fondamentali. In sintesi, occorre:
- Durata del servizio precario: aver lavorato con più contratti a tempo determinato al 31 agosto ( quindi su posto vacante e disponibile) per oltre 36 mesi complessivi (pari ad almeno 3 anni scolastici interi) presso scuole statali alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione e del Merito o aver lavorato con più contratti a tempo determinato al 30 giugno ( quindi fino al termine delle attività didattiche su posti dell’organico di fatto). In questo caso, per dimostrare la natura stabile del posto, è generalmente richiesto che i contratti siano stati stipulati in successione presso lo stesso istituto scolastico e per la medesima classe di concorso o tipologia di posto (sostegno).
- Prova documentale del servizio: il docente deve poter documentare i propri contratti e il servizio svolto. Sarà necessario esibire i contratti a tempo determinato sottoscritti negli anni in questione e/o certificati di servizio rilasciati dalla scuola, per provare sia la durata che la ripetitività delle assunzioni a termine sulla stessa posizione.
Come aderire al ricorso
Per aderire al ricorso scrivi a : avv.berloco.grazia@gmail.com, oggetto: nome cognome info abuso contratto. Verrà inviato il modello di messa in mora e indicata la procedura per aderire al ricorso.
